“Charlotte Brontë disse della sua opera principare: "...un libro così strano! Immaginate un romanzo con una piccola ed insignificante governante come eroina ed un ruffiano di mezza età come eroe..."
In questo romanzo l'autrice cambia il concetto di eroina come fece Jane Austen con Elizabeth Bennet in Orgoglio e Pregiudizio: infatti sia Elizabeth sia Jane rappresentano le donne moderne, ma mentre la prima è collegata alle "maniere", al "modo di comportarsi", la seconda a comportamenti passionali e dinamici.
Jane si sente in conflitto con se stessa ritrovandosi a metà strada tra la passione ed il giudizio.
Un esempio è stato quando il letto di Mr. Rochester era andato a fuoco: al momento di ringraziare Jane per averlo salvato, lei aveva notato "una strana energia nella sua voce" ed "uno strano fuoco nel suo aspetto".
Ad ogni modo Jane deve sopprimere i suoi sentimenti perché è il suo padrone e nell'epoca vittoriana una simile relazione era giudicata sconveniente.
Un altro esempio è quando Jane scopre che Edward ha una moglie, Bertha: in quel momento mette in secondo piano l'amore che prova per lui rispetto alla ragione, e solo dopo la morte di Betha, la ragione e la passione riescono a muoversi di pari passo verso lo stesso finale ovvero il matrimonio tra Jane e Edward.
Ciò che Charlotte Brontë è riuscita a farmi apprezzare sono le atmosfere gotiche, così come il palazzo gotico, Thornfield Hall, così come i personaggi ambigui come lo stesso Mr. Rochester o la governante Grace Poole.
Interessanti sono i sogni che esprimono a pieno la natura passionale di Jane, tenuta sotto controllo nella realtà e questi vengono considerati anche come dei simboli, degli avvertimenti.
Ad esempio dopo il fidanzamento con Rochester, Jane aveva avvertito una specie di barriera che la divideva da Edward ed infatti poco dopo la donna aveva scoperto che Rochester era già sposato.
Il romanzo gira intorno a due figure principali: Jane Eyre e Edward Rochester.
Jane è riservata, un'instancabile lavoratrice, onesta, passionale e rappresenta come ho detto prima, un nuovo tipo di eroina: non è proprio così bella ma è indipendente e vuole esprimere le sue idee senza nessuna restrizone: lo stesso Rochester considera Jane al suo stesso livello intellettuale sebbene provengano da due classi differenti.
D'altro canto Edward Rochester è il padrone del maniero, è robusto ed i suoi modi sono oltre modo mutevoli.
Nel romanzo posso dire che incontra un vampiro ed un angelo: infatti prima di incontrare Jane, aveva sposato Bertha, la vampira, perché "i suoi sensi erano eccitati", ma dopo questo decide di sposare Jane, l'angelo.
Insomma Jane Eyre si colloca tra i miei romanzi preferiti perché cambia non solo il concetto di eroina, ma anche quello di eroe che ora diventa stilisticamente Byroniano (passatemi il termine): l'eroe è impetuoso e sensuale allo stesso tempo e si innamora dell'eroina non per il suo aspetto ma per la sua semplicità. ”